Articolo: A Rose is a Rose
A Rose is a Rose
Rosa Fanti è radici salde, qualità di pensiero ed eleganza quotidiana. E un sorriso che si apre al mondo. Lo stile Fortela interpretato da una donna che ha fatto dell’autenticità la sua firma.
Una vita tra Milano e la Romagna, tra campagna e ristorazione stellata, tra jeans sartoriali e amatissimi vigneti. Rosa Fanti, imprenditrice agricola e mente creativa e manageriale dietro le quinte di molti progetti firmati da suo marito Carlo Cracco, ha aperto le porte della sua azienda agricola a Santarcangelo per uno shooting esclusivo con Fortela, brand che ama per la sua vicinanza coi principi a cui si è da sempre dedicata: verità, bellezza, qualità. E quello spirito “romagnolo” che scorre anche nelle vene dei designer del marchio, Alessandro Squarzi e Alessia Giacobino. Rosa ci ha raccontato cosa significa oggi per lei scegliere con cura come vivere, lavorare, vestirsi. Una filosofia di vita che unisce gusto e visione, cibo e natura, moda e autenticità.
Partiamo da qui: lo shooting Fortela è ambientato nella tua azienda agricola. Ci racconti com’è nata?
Cinque anni fa io e mio marito abbiamo rilevato una tenuta a Santarcangelo di Romagna,: Vistamare si estende su 16 ettari di terreno, di cui 6 dedicati a un vigneto che segue la tradizione del territorio romagnolo. Cercavamo un luogo così da tempo—pensavamo alla Toscana, vista la passione di Carlo per vino e olio—ma quando è arrivata questa opportunità, là proprio dove vive la mia famiglia, non abbiamo avuto dubbi. Oltre alla bellezza del posto, c’era un legame emotivo fortissimo. Era la terra dove volevo tornare, e non lo sapevo.
Cosa rappresenta per te la Romagna oggi?
Le radici. La mia famiglia, le amiche di sempre. Ma anche il mio carattere: la solarità, la capacità di godere delle cose semplici, l’energia. Milano mi stimola, la adoro, mi ha dato tantissimo, ma ho sempre bisogno di questa doppia dimensione. La città per creare, la campagna per ritrovare un contatto più profondo. Crescendo, impari ad apprezzare quello che da ragazza volevi lasciare.
Come hai conosciuto Fortela? E cosa ti lega al brand?
Conoscevo già Alessandro Squarzi e Alessia Giacobino, per via di amici in comune, qui in zona in Romagna. Ma la vera conoscenza è avvenuta Milano: anche loro sono molto legati a quello che sono le loro origini. Devo dire che apprezzo molto quando incontri qualcuno che come te si ritrova in questa umanità. Questo modo di vivere, lo ritrovi anche in chi vive in una grande città, e in loro si vede. Alessandro è uno che ama la sua terra, i cavalli, il mare. Alessia ha uno stile solare e coinvolgente e anche lei ama molto la natura. Fortela, come brand l’ho scoperto a Milano, passando davanti al negozio. Mi ha colpito subito: uno stile da indossare ogni giorno, ma con un carattere tutto suo. C’è un’idea di bellezza non urlata, che mi rispecchia. E poi ho immediatamente compreso e amato la qualità insita nel marchio. I tessuti parlano: li tocchi, li indossi, e capisci che c’è dietro una ricerca autentica. È lo stesso principio che vale nel mio mondo, quello del cibo e dell’azienda agricola. Un tessuto, come una materia prima, ti deve emozionare già al primo impatto. Deve avere consistenza, profondità, personalità. Deve essere fatto bene: inutile negarlo, si sente, come quando assaggi qualcosa che è stato coltivato con amore, in una terra amata e protetta.
Pensi che esista un parallelo forte tra un certo tipo di moda e una gastronomia di alto livello, quindi?
Certo. Fortissimo. Come nella cucina, anche nella moda cerco semplicità, ma cura massima. Mi spiego: anche un piatto stellato può “essere” semplice, se in realtà c’è dietro attenzione, qualità, scelta del giusto ingrediente, e questo lo senti. Lo stesso vale per un capo: magari è una camicia bianca, ma se è fatta con un certo cotone, con una certa mano, un taglio ben proporzionato, cambia tutto. È un lusso silenzioso, che per me oggi ha un valore enorme.
Segui tu la gestione dell’azienda Vistamare?
Sì, in prima persona. Sono un’imprenditrice agricola a tutti gli effetti. Abbiamo appena terminato i lavori e a breve apriremo anche un agriturismo: ospitalità, ristorazione, degustazioni. Tutto legato alla nostra produzione: verdure, olio, vino. Seguo anche la parte organizzativa degli eventi e delle collaborazioni con Carlo. Ci occupiamo di tutto noi tre: io, Carlo e il nostro storico collaboratore Alessandro. È una scelta consapevole, forse un po’ controcorrente, ma ci permette di essere coerenti con la nostra visione. Anche Alessandro e Alessia con Fortela hanno questo approccio diretto, curato, sartoriale. E così, anche io e Carlo curiamo solo i progetti che ci sentiamo di voler davvero seguire.La nostra “avventura nella campagna” è uno di questi: era un desiderio di Carlo perché è un grandissimo appassionato di vino, tant’è che nel nostro ristorante abbiamo una cantina pazzesca con più di di 2000 referenze. Il ristorante in Galleria ha vinto diversi premi tra cui il Grand Award -il massimo premio conferito da Wine Spectator-come una delle migliori cantine in Italia. Il vino per Carlo è sempre stata una parte speciale nell’esperienza gastronomica: come " l’accessorio fondamentale per completare il look”, se parlassimo di moda! Per completare il cerchio voleva avere la sua produzione: in azienda adesso produciamo dei vini biologici, valorizzando i vitigni autoctoni romagnoli, come il Trebbiano Fiammarossa. E questo è ancora una volta un paragone con la moda di Fortela: conosci quello che stai servendo a tavola, perché hai il controllo della filiera, perché servi quello che hai prodotto. Così i capi che ho indossato in questo shooting hanno un “pedigree” che rispecchia le passioni dei designer e il loro approccio sartoriale, fatto a mano.
Questa è anche una scelta sostenibile nel vero senso della parola…
Sì, non ci facciamo guidare dalle tendenze. Il nostro olio, le nostre verdure, è una scelta consapevole, sostenibile, che veramente che va oltre le mode gastronomiche del momento. Fa sempre parte di quel tema della qualità di cui si parlava prima. Sia io che Carlo scegliamo i progetti che ci rappresentano. Fortela è uno di questi: autentico, radicato, libero. Non segue la moda, ha un’identità precisa, come noi.
Com’è evoluto il tuo stile nel tempo, da donna, imprenditrice e mamma?
C’è stata un'evoluzione nel mio modo di vestire, come è ovvio, negli anni. Oggi il modo in cui mi vesto corrisponde alla mia anima. Prediligo la comodità: ho due figli maschi a cui devo stare dietro e sono sempre di corsa e tra la città e la campagna. Ma non fraintendetemi, mi piace molto il modo della moda, sono un’appassionata, ma il mio look è semplice, con qualche tocco ricercato. Da donna che amava i tacchi, oggi prediligo capi comodi ma ben fatti. Amo sentirmi addosso un tessuto bello, che respira. Il mio guardaroba è diventato più essenziale, ma più consapevole. Compro meno, ma scelgo meglio.
Cosa hai indossato per il servizio fotografico?
Un jeans bianco con una camicia taglio western, in nuance rosa, un abito lungo, ampio, dal sapore country - di un bel color violacciocca - con una cintura stile navajo, e uno con dettagli in pizzo sulle maniche, nero. Poi camicie a scacchi da cowboy, e stivali gaucho. In un’altro scatto poi indossavo un pantalone di suede morbidissimo, color miele, abbinato con una camicia di popeline color celeste, anche questa taglio western, coi bottoncini di madreperla. Sono tutti look che raccontano bene chi sono oggi ed esprimono praticità e naturalezza, ma con un tocco curato, mai scontato.